Il flirt tra gli utili societari e la ripresa

Il flirt tra gli utili societari e la ripresa

Nella seconda metà del 2017 – prevede Laurence Taylor di T. Rowe Price – lo scenario economico sarà caratterizzato da ulteriori sviluppi positivi di cui già oggi si vedono segnali incoraggianti. Resta tuttavia l’incognita riguardo alle stime sugli utili, che negli ultimi cinque anni si sono sempre rivelate troppo ottimistiche

L’aumento invisibile

L’aumento invisibile

Gli investitori – sottolinea Nicolas Forest di Candriam – sembrano relativamente insensibili ai cambiamenti della Fed, dato che non vi è più alcuna sorpresa reale di comunicazione e il livello di equilibrio appare molto più debole rispetto agli ultimi cicli monetari. In realtà è auspicabile rimanere attenti, in quanto un rialzo dei tassi non è mai così invisibile come si potrebbe pensare

Meglio non essere troppo spensierati

Meglio non essere troppo spensierati

Nonostante la relativa tranquillità dei primi mesi del 2017 – riflette Hans-Jörg Naumer di Allianz Global Investors – non mancano ragioni per guardare al futuro con particolare attenzione. Ad esempio la divergenza tra le politiche monetarie, in particolare tra Fed e Bce, è destinata a tornare al centro dell’attenzione dei mercati

Il motore ingolfato dell’industria italiana

Il motore ingolfato dell’industria italiana

I recenti dati Istat sulla produzione industriale italiana – sottolinea Richard Flax di Moneyfarm – lasciano il campo a un moderato ottimismo che potrebbe anche riversarsi sui mercati azionari. In ogni caso, l’approccio migliore su cui fare affidamento per gli investitori resta quello diversificato

Il peso delle scelte di Bce e Fed

Il peso delle scelte di Bce e Fed

Nella seconda metà dell’anno – prevede Larry Hatheway di GAM – a condizionare in maniera significativa l’andamento dei mercati saranno probabilmente le decisioni della Banca Centrale Europea piuttosto che quelle della Federal Reserve

High Yield, il vantaggio dell’Europa sugli Usa

High Yield, il vantaggio dell’Europa sugli Usa

I fondamentali e i fattori tecnici che sostengono l’high yield europeo – sostiene Mike Della Vedova di T. Rowe Price – sono più forti di quelli del mercato statunitense. E un altro fattore interessante, alla luce delle preoccupazioni riguardo al petrolio e dei nervosismi nei confronti della Cina, è rappresentato dalla bassa volatilità in Europa rispetto agli Usa

L’azionario globale ai raggi X

L’azionario globale ai raggi X

Attualmente il quadro generale per gli investitori è favorevole – sottolinea Richard Flax di Moneyfarm – dato che i fondamentali migliorano, l’incertezza politica sembra ridursi e le valutazioni sono positive. In particolare le società quotate in Europa e negli emergenti evidenziano segnali di buona salute