8 maggio 2017

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La speranza di Macron

L’elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo – afferma Valentijn van Nieuwenhuijzen di NN Investment Partners – lancia un segnale positivo nell’ottica di una maggiore collaborazione costruttiva e coesione all’interno dell’Europa sul fronte politico

La speranza di Macron

Il centrista Emmanuel Macron, dopo un’accesa campagna elettorale, è riuscito ad avere la meglio sull’avversario di destra Marine Le Pen al secondo e decisivo round delle elezioni presidenziali francesi, con un margine confortevole di 32 punti. Il suo programma pro-Ue e ricco di enfasi per le riforme economiche è piaciuto alla maggioranza dell’elettorato francese a differenza di quello di Le Pen.
Tale esito potrebbe essere stato in gran parte determinato dalla paura degli elettori di una vittoria del candidato di destra che, in base alle previsioni, avrebbe tentato di condurre la Francia fuori dall’area euro e di cambiare i rapporti del Paese con l’Unione Europea, il che sarebbe probabilmente sfociato in una “Frexit”. Le conseguenze di un tale approccio per l’economia francese sarebbero state enormi e questo scenario cupo ha probabilmente turbato molti elettori – malgrado Le Pen non avrebbe comunque potuto portare a termine le sue promesse facilmente, a causa delle restrizioni al potere presidenziale.

Sollievo per l’Europa

Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief strategist e head of Multi-Asset di NN Investment Partners - Trimestrali, perché gli Usa battono Eurozona

Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief strategist and head of Multi Asset di NN Investment Partners

In Europa molti percepiranno questa vittoria come un sollievo, poiché consente alla ripresa in atto di consolidarsi. Sul fronte politico invierà un segnale positivo per una collaborazione più costruttiva all’interno dell’Europa. La vittoria di Macron conferma che il populismo, pur restando una minaccia in Europa, non rappresenta tuttavia la forza direzionale che è invece diventata nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Tale esito è quindi positivo sia per l’Europa sia per i mercati in generale.
Ad ogni modo, poiché la vittoria di Macron era ampiamente attesa, la reazione dei mercati non è stata significativa, anche se ci sono stati segnali di sollievo: in un primo momento l’euro è salito in area 1,10 dollari e ha toccato i massimi di un anno contro lo yen. Tali guadagni sono però scomparsi nel corso della notte. Con una vittoria di Le Pen, invece – considerate le sue idee su come ripristinare la sovranità della Francia e la sua posizione nei confronti dell’Europa – avremmo assistito con ogni probabilità a un risk-off immediato sui mercati finanziari, poiché si sarebbe creata molta incertezza sia da un punto di vista politico, sia economico.
Al contrario, questo risultato elettorale lancia un segnale positivo in un’ottica di maggiore collaborazione costruttiva e coesione all’interno dell’Europa sul fronte politico. Il programma di Macron, inoltre, presenta un ampio numero di misure “business friendly”.

Appuntamento chiave a giugno

È importante, tuttavia, sottolineare che in Francia le elezioni presidenziali sono sempre seguite dalle elezioni parlamentari, per permettere al Presidente neo-eletto di consolidare la propria posizione con una maggioranza parlamentare.
Nel caso di Le Pen questo sarebbe stato un grosso ostacolo per l’attuazione del suo programma.

La speranza di Macron

Anche Macron deve tenere conto di questo fattore e in che misura riuscirà a portare a compimento la sua agenda politica dipenderà dall’esito delle elezioni del parlamento francese previste per giugno. Avrà infatti bisogno della collaborazione del Parlamento per fare approvare le riforme strutturali, assolutamente necessarie. Tuttavia Macron avrà maggiori possibilità di ricevere un tale supporto parlamentare di quanto non avrebbe avuto Le Pen.

Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief strategist and head of Multi Asset di NN Investment Partners

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