10 maggio 2017

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La volatilità dei tassi contagerà l’Eurozona

Nell’Eurozona – sostiene Norman Villamin di Union Bancaire Privée – si avvierà presto una fase di normalizzazione degli interessi reali. In questo quadro le obbligazioni dei mercati emergenti evidenziano uno dei pochi profili di rendimento relativamente interessanti rispetto al più ampio universo del reddito fisso

Prevediamo che la Banca Centrale Europea modificherà le sue dichiarazioni durante l’estate e poi passerà a ridurre gradualmente il suo programma di quantitative easing verso il 2018.

Norman Villain, chief investment officer Private Banking Union Bancaire Privée

Norman Villamin, chief investment officer Private Banking Union Bancaire Privée

Gli investitori dovranno dunque attendersi che il movimento unidirezionale dei tassi dell’Eurozona si trasformi sempre più in volatilità, analogamente a quanto visto dopo il 2013, quando la Fed ha messo fine al suo programma di quantitative easing.
Così come avvenuto negli Stati Uniti nel 2012, con i rendimenti reali tedeschi vicini ai minimi storici, ci attendiamo l’inizio di una transizione dalla politica degli “acquisti illimitati” del presidente della Bce, Mario Draghi, all’avvio di una fase di normalizzazione degli interessi reali nell’area dell’euro per i prossimi anni. Un simile cambiamento di rotta induce a credere che le obbligazioni governative e, alla luce degli spread esigui, anche le obbligazioni societarie dell’area dell’euro, passeranno a rendimenti cedolari inferiori rispetto al passato. I rendimenti sono ai minimi storici e aumentano le previsioni di una volatilità più accentuata rispetto agli ultimi anni, pertanto riteniamo che il poco interessante profilo di rischio/rendimento dei mercati statunitensi del reddito fisso possa contagiare anche i loro omologhi europei.

Serve una gestione attiva

Le obbligazioni dei mercati emergenti, con gli spread vicini alle medie storiche, evidenziano uno dei pochi profili di rendimento relativamente interessanti rispetto al più ampio universo del reddito fisso, in USD e in EUR. Sebbene le obbligazioni indicizzate all’inflazione scontino sempre più un’inflazione normalizzata e il reddito fisso sembri considerare addirittura ampiamente un esito favorevole per l’economia globale, il valore relativo delle strategie “duration hedged” e indicizzate all’inflazione rimane intatto.

La volatilità dei tassi contagerà l’Eurozona

In questo scenario preferiamo la gestione attiva per beneficiare dell’atteso aumento della volatilità dei tassi con strategie non direzionali all’interno del reddito fisso.

Norman Villamin, chief investment officer Private Banking Union Bancaire Privée

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