12 maggio 2017

Performance



Mps: rosso da 169 milioni 

Nel primo trimestre del 2017 Banca Monte dei Paschi di Siena ha registrato una perdita netta consolidata di 169 milioni di euro, che si confronta con l’utile di 93,1 milioni del primo trimestre 2016 e con la perdita di 2.392,4 milioni del quarto trimestre 2016. Va detto peraltro che sul risultato negativo ha inciso la contabilizzazione di componenti non operative per circa -131 milioni di euro (contributo Fondo Srf, canone Dta e altri accantonamenti one-off).

Ricavi e oneri in calo

Il conto economico presenta comunque ricavi in netto calo su base annuale a quota 933 milioni di euro (-21,3% a/a, ma +7,9% trim/trim), penalizzati soprattutto dalla performance negativa del margine d’interesse (457 milioni, –16,6% a/a, -9,0% trim/trim) e delle commissioni nette (426 milioni, -6,7% a/a, -2,45 trim/trim), laddove su queste ultime ha inciso la contabilizzazione del costo della garanzia sulle emissioni governative così come i minori proventi rivenienti dal comparto del credito. Inoltre i dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a circa 21 milioni di euro, in lieve crescita sia su base annuale che trimestrale, mentre il risultato netto da negoziazione/valutazione di attività/passività finanziarie è pari a 25 milioni, in forte calo rispetto ai 166 milioni dell’anno precedente (che aveva beneficiato delle plusvalenze sulle passività emesse valutate al fair value).

Mps primo trimestre 2017

Overview of 1Q17 results

Gli oneri operativi ammontano invece a 628 milioni di euro (-2,7% a/a, -9,3% trim/trim), con le spese del personale in calo su base annua a 404 milioni (-3,2% a/a, +9,0% trim/trim) come le altre spese amministrative a 167 milioni (-6,0% a/a, -35,8% trim/trim), mentre gli ammortamenti sono pari a 57 milioni (+12,6% a/a, -8,0% trim/trim).
Di conseguenza il risultato operativo lordo del Gruppo risulta pari a 306 milioni di euro (-43,4% a/a, +77,4% trim/trim)
Inoltre le rettifiche nette di valore per deterioramento crediti diminuiscono a 308 milioni di euro (-10,9% a/a, -87,4% trim/trim), con un tasso di provisioning di 120 bps che si confronta con i 122 bps del primo trimestre 2016 e i 177 bps (escluso l’impatto delle componenti straordinarie) del quarto trimestre 2016.
Infine il risultato operativo netto del Gruppo è positivo per 3 milioni di euro, a fronte dei +191 milioni nel primo trimestre 2016 e dei -2.866 milioni del quarto trimestre 2016.

Patrimonializzazione ancora in difficoltà

Al 31 marzo 2017 i volumi di raccolta totale del Gruppo risultano pari a 206 miliardi di euro (-8,0% a/a), in crescita su dicembre 2016 di 3,6 miliardi grazie principalmente all’incremento della componente diretta. I volumi di raccolta diretta si attestano a 109 miliardi di euro (-8,5% a/a, ovvero -10 miliardi di euro rispetto a marzo 2016, ma +4,6% trim/trim, ovvero +4,8 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016), laddove la performance trimestrale positiva è spiegata dalla ripresa delle dinamiche commerciali come evidenziato dall’andamento dei conti correnti. La raccolta indiretta si attesta invece a 97 miliardi di euro, in calo di 1,2 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016 principalmente sul risparmio amministrato (-1,3 mld di euro), e in calo di 8 miliardi rispetto al 31 marzo 2016, e in questo ambito si pone in crescita il risparmio gestito (+2 mld) mentre cala nettamente il risparmio amministrato (-10 mld). Il risparmio gestito ammonta a circa 57 miliardi di euro, stabile sui livelli di dicembre 2016 e come detto in crescita di 2 miliardi su base annuale.

Mps primo trimestre 2017

Capital position

I crediti verso la clientela ammontano a 102 miliardi di euro (-9,8% a/a, -4,0% trim/trim), in riduzione di 11 miliardi di euro rispetto a fine marzo 2016 e di 4 miliardi sul 31 dicembre 2016, laddove la contrazione dell’aggregato nel trimestre è concentrata prevalentemente sul comparto non commerciale dei pronti contro termine (-3,4 mld di euro) e marginalmente sul comparto commerciale nell’aggregato dei mutui (-0,8 mld).
L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo risulta pari a 46 miliardi di euro (+0,2 mld rispetto a fine dicembre 2016), e in questo ambito si registra la crescita di circa 1,1 mld delle sofferenze e una riduzione delle inadempienze probabili (-0,7 mld) e delle esposizioni scadute deteriorate (-0,1 mld). L’esposizione netta in termini di crediti deteriorati ammonta invece a 20,2 miliardi di euro (-0,1 mld da inizio anno e -3,9 mld rispetto al 31 marzo 2016). All’interno dell’aggregato, aumenta l’incidenza delle sofferenze nette (che passa dal 9,7% di dicembre 2016 a 10,5% del 31 marzo 2017) a fronte di una riduzione dell’incidenza delle inadempienze probabili (-0,1%) e delle esposizioni scadute (-0,1 per cento).
La percentuale di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 56,1%, in aumento di circa 51 bps rispetto al 31 dicembre 2016, anche se si registra una flessione del grado di copertura delle sofferenze (pari al 64,6% a fine marzo 2017 contro il 64,8% al 31 dicembre 2016).
Infine, per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il CET1 fully loaded risulta al 5,8% (rispetto al 6,4% di dicembre 2016 e all’11,4% del 31/03/2016) mentre il CET 1 ratio transitional si attesta al 6,5% (dall’8,2% del 31/12/2016 e dall’11,7% del 31/03/2013), entrambi nettamente al di sotto delle soglie minime richieste.

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