15 maggio 2017

Performance



Ubi Banca: 67 milioni di utile

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre del 2017 con un utile netto consolidato di 67 milioni di euro, che si raffronta con l’utile di 42,1 milioni del 1° trimestre 2016 (+59,4% a/a) e la perdita di 75,6 milioni del quarto trimestre 2016. Va detto che il risultato del primo trimestre 2017 include un’ulteriore svalutazione del Fondo Atlante per 13,5 milioni netti, oneri relativi al Progetto Banca Unica per 4,6 milioni netti e spese progettuali relative alle cosiddette Bridge Banks (Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti) per 1,1 milioni netti: al netto di queste componenti non ricorrenti, l’utile netto si attesta a 86,3 milioni, più che raddoppiando i 42,5 milioni del 1° trimestre 2016.

Commissioni in evidenza, rettifiche in calo

Il conto economico presenta proventi operativi pari a 798,2 milioni di euro (+3,3% a/a, +1,6% trim/trim), con il margine d’interesse in calo a 347,2 milioni (-10,4% a/a, -4,8% trim/trim) e le commissioni nette in crescita a 350,9 milioni (+4,1% a/a, +1,3% trim/trim), risultato record dalla costituzione del Gruppo e per la prima volta più elevato del margine d’interesse, ottenuto grazie soprattutto all’andamento dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza (203,1 milioni complessivi) sulla scia del significativo incremento del risparmio gestito e assicurativo (+15,3% in termini di volumi). Particolarmente positivo inoltre anche il risultato dell’attività finanziaria, con 65,4 milioni di euro rispetto ai 15,7 del 1° trimestre 2016 e ai 47,4 del 4° trimestre 2016.

Ubi Banca primo trimestre 2017

Net Commission Income, at all times high since Group inception and above Net Interest Income for the first time, driven by AUM performance

Gli oneri operativi hanno totalizzato invece 522 milioni di euro (-1,1% a/a, -13,0% trim/trim), con le spese per il personale sostanzialmente stabili a 320,6 milioni (+0,2% a/a, -0,3% trim/trim) e le altre spese amministrative in calo a 166,3 milioni ( -3,2% a/a, -31% trim/trim) come le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali a 35,1 milioni (-2,6% a/a, -6,4% trim/trim).
Il risultato della gestione operativa risulta pari di conseguenza a 276,1 milioni di euro (+12,6% a/a, +49,1% trim/trim).
Infine le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano a 134,8 milioni di euro (-13,2% a/a, -29,7% trim/trim), per un costo del credito annualizzato dello 0,64% del totale impieghi netti rispetto allo 0,74% del 1° trimestre 2016 e allo 0,94% del 4° trimestre 2016.

Molto bene la raccolta indiretta

Al 31 marzo 2017 gli impieghi verso la clientela ammontano a 84,5 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 81,9 miliardi di dicembre 2016 e agli 84,1 miliardi di marzo 2016 (+3,3% trim/trim, +0,5% a/a). In questo ambito i crediti in bonis verso la clientela si attestano a 74 miliardi (+0,6% rispetto a dicembre 2016 e leggermente superiori rispetto a marzo 2016), l’esposizione verso la CCG è salita a 2,6 miliardi (0,3 a dicembre 2016 e 0,6 a marzo 2016) e i crediti deteriorati netti sono scesi sotto gli 8 miliardi (-1,2% trim/trim, -17,7% a/a).

Lo stock di crediti deteriorati lordi è pari invece a 12.406 milioni (-0,9% trim/trim, -8,1% a/a) e rappresenta il 13,9% del totale crediti lordi (era il 14,4% a fine anno, 15,3% l’anno precedente). Quanto alle coperture, includendo i crediti stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati sale al 46% (era il 45,8% a dicembre 2016 e il 37,6% a marzo 2016). Inoltre sono in calo come detto le consistenze di crediti deteriorati netti a 7.961 milioni, con lo stock di sofferenze nette a 3.963 milioni (3.987 a dicembre 2016 e 4.347 milioni a marzo 2016). Includendo i crediti stralciati, la copertura delle sofferenze si attesta a marzo 2017 al 58,57% (stabile rispetto a dicembre 2016 e +6,2 punti percentuali dal 52,41% di marzo 2016).
La raccolta diretta da clientela ordinaria risulta pari a 67,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 69,1 miliardi di dicembre 2016 e ai 71,1 miliardi di marzo 2016 essenzialmente per effetto della progressiva scadenza degli stock di obbligazioni collocate sulla clientela captive. La raccolta diretta da clientela istituzionale ammonta invece a 16,6 miliardi, in aumento rispetto ai 16,1 di dicembre 2016 ma in calo rispetto ai 18,6 di marzo 2016.

Ubi Banca primo trimestre 2017

Strong increase of AuM and Bancassurance products: overall a growth of
+3.6% vs Dec 2016 and of 15.3% vs March 2016

La raccolta indiretta cresce invece a 86,9 miliardi di euro (+5,8% trim/trim, +12% a/a), con il risparmio gestito in senso stretto a quota 39,7 miliardi (+4,2% trim/trim, +16,6% a/a), la raccolta assicurativa a 16,9 miliardi (+2,4% trim/trim, +12,3% a/a) e la raccolta amministrata a 30,3 miliardi (+10,1% trim/trim, +6,2% a/a).
Infine, per quanto riguarda la patrimonializzazione, il CET1 fully loaded si attesta all’11,29%, in leggero progresso rispetto all’11,22% di dicembre 2016, mentre il CET 1 ratio phased-in risulta pari all’11,44%, in lieve diminuzione rispetto all’11,48% di dicembre 2016.

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