Banca&Mercati

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Focus Corner

William Davies, head of Global Equities di Threadneedle

Resta la volatilità, ma il sentiment migliora

E’ prevedibile ulteriore volatilità nei prossimi mesi a causa delle sfide che dovranno affrontare i mercati. Tuttavia i recenti provvedimenti delle autorità europee hanno portato maggiore liquidità e un sentiment generale più positivo

Nel 2012 ci aspettiamo un crescita positiva a livello globale sia in termini reali che nominali (crescita reale più inflazione). La crescita però come sempre non sarà uniforme. A un estremo c’è il mondo emergente, dove le economie continueranno a crescere con decisione anche se a un ritmo più lento rispetto agli ultimi anni; all’altro estremo c’è l’Europa, dove ci aspettiamo che l’economia abbia una contrazione nel corso dell’anno. Nel mezzo ci sono gli Stati Uniti, che in quanto economia sviluppata rappresentano una sorpresa dato che grazie a uno slancio positivo stanno crescendo più rapidamente di quanto previsto. Per questo abbiamo recentemente rivisto al rialzo le nostre previsioni di crescita sugli Stati Uniti per il 2012.

L’Asia e la politica monetaria 

Nel 2011 abbiamo assistito in tutta l’Asia a un inasprimento delle politiche monetarie a fronte di un aumento dell’inflazione. Questo processo ha raggiunto il suo obiettivo con un inflazione più bassa data anche dai crolli dei prezzi alimentari ed energetici che sono decisamente più bassi rispetto a un anno fa. La Cina rappresenta un buon esempio e infatti la People Bank of China ha potuto allentare la politica monetaria. Ci aspettiamo che questa tendenza possa continuare nel 2012 con una caduta dei tassi d’interesse e requisiti di riserva più bassi per le banche commerciali. Non ci aspettiamo quindi un hard landing della crescita economica cinese nel 2012. Anche se la crescita in Cina potrebbe rallentare rispetto ai tassi degli ultimi anni, ci aspettiamo comunque una crescita del 7-8%, un tasso comunque molto invidiato in molti paesi occidentali.
Un interessante effetto del processo di maturazione dell’economia cinese sarà una lenta trasformazione nel prossimo ventennio del paese con un passaggio da un’esclusiva dipendenza da investimenti fisso a un economia guidata dai consumi. L’investimento in infrastrutture è stato un importante motore di crescita negli ultimi dieci anni, ma con il diffondersi della ricchezza i consumatori aumenteranno sempre di più la spesa per i beni discrezionali. Aspettiamo di vedere come il governo gestirà questa transizione per evitare la formazione di una bolla. Questo è uno dei temi chiave nei nostri portafogli globali, cioè l’investimento in società che posso beneficiare della crescita nel lungo periodo della domanda di brand globali.

Il rischio Europa e quello petrolifero

La crisi del debito sovrano in Europa è uno dei maggiori rischi a livello globale per l’economia e per i mercati azionari. Ci sono alcune scadenze importanti in arrivo, la prima è il 20 marzo quando la Grecia dovrà rimborsare un fetta significativa del suo debito. Nel frattempo la Bce è stata più attiva nel rifornire di liquidità il settore bancario attraverso le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Ltro) che rappresentano un’apertura al quantitative easing portando quindi una boccata d’ossigeno ai leader politici europei.
L’Europa non è l’unico rischio all’orizzonte. Bisogna monitorare con attenzione anche il mercato del petrolio con l’Iran e la Nigeria che forniscono al momento le maggiori preoccupazioni. A compensare il rischio derivante da un potenziale shock petrolifero c’è il prezzo del gas naturale negli Usa, che è crollato in maniera significativa a seguito dell’introduzione di nuove tecniche di estrazione. Quest’ultimo punto è alla base del rilancio del settore industriale degli Stati Uniti.

La questione del deficit Usa

L’Europa sta aprendo la strada della riduzione del deficit e dell’austerità. Anche gli Stati Uniti hanno bisogno di agire in questo senso, ma è estremamente improbabile che questo succeda in un anno elettorale dato che il focus del presidente Obama rimarrà concentrato sugli stimoli alla crescita e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. L’austerità per gli Stati Uniti sarà probabilmente un problema da affrontare nel 2013 o oltre. L’attuale progresso in termini di crescita negli Stati Uniti rappresenta comunque nel frattempo una notizia positiva per il deficit.

Le valutazioni supportano le azioni

In base a uno dei nostri preferiti metodi di valutazione (price to book value) le azioni Usa, europee e degli altri mercati sviluppati trattano ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni (tranne un periodo nell’aprile 2009). La nostra visione ottimista è supportata dalla solidità dei bilanci societari e dagli elevati flussi di cassa in alcune aree di mercato. Nel frattempo i dividend payout ratio sono tra i più bassi nella storia e lontani dai picchi raggiunti negli anni scorsi.
Una implicazione derivante dai tassi d’interesse bassi, da basse valutazioni dei corsi azionari e dai bilanci solidi è rappresentata dalle aspettative degli investitori in merito a maggiori operazioni di M&A, buyback azionari e riorganizzazioni che possano aggiungere valore. Questo vale per le società con i bilanci più solidi che con bassi tassi d’interesse possono prendere prestiti a tassi estremamente vantaggiosi, ma non certo per le tante società più deboli da un punto di vista patrimoniale ed economico che hanno una maggiore necessità di finanziamento. Per questo bisogna analizzare attentamente i bilanci delle società, individuando quelli più solidi e che quindi saranno più interessanti nel 2012.
Con una bassa crescita nei principali mercati sviluppati è necessario individuare le società che sono in grado di sostenere una progressione dei propri ricavi. Recentemente alcuni società leader nel proprio settore, come Nestlé, McDonald e Apple, hanno annunciato ottimi risultati che dimostrano come sia sostenibile per queste società crescere ulteriormente. Iniziamo a vedere anche interessanti opportunità in Giappone, dove lo yen è tornato a livelli più bassi rispetto ai recenti picchi rispetto al dollaro fornendo quindi un po’ di sollievo agli esportatori giapponesi.

Sovvrappeso su It e consumi discrezionali

Uno dei settori più interessanti è l’It, dove le valutazioni delle azioni negli Stati Uniti sono decisamente basse. Anche il settore dei consumi discrezionali è interessante soprattutto per l’esposizione alla crescita dei consumi nei mercati emergenti. Alcuni esempi sono le case automobilistiche e le industrie chimiche tedesche. Per questo nonostante il difficile outlook economico riteniamo comunque l’Europa un area interessante perché diverse società europee hanno una sempre maggiore esposizione ai mercati emergenti.
Siamo invece ancora decisamente sottopesati sul comparto finanziario e su settori come le Tlc e le utility che sono aree a bassa crescita; inoltre le utility sono esposte a interventi governativi per aumentare le tasse.
In conclusione, i mercati dovranno affrontare diverse sfide e questo produrrà ulteriore volatilità nei prossimi mesi. I recenti provvedimenti delle autorità europee hanno però portato maggiore liquidità e un sentiment generale più positivo che si aggiunge a valutazioni azionarie decisamente interessanti rispetto allo storico e agli altri asset. In questo contesto è necessario individuare le società più solide e ben amministrate che potranno svilupparsi nonostante il quadro economico generale di bassa crescita.

William Davies